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Ansia ed Attacco di Panico: cosa sono e cosa fare

Articolo a cura del Dott. Goro Mirco

La parola Ansia, dal latino angere ossia “stringere”, comunica molto bene la sensazione di disagio vissuta da chi soffre di uno dei disturbi legati al suo spettro, ovvero l’idea di costrizione, di imbarazzo e di incertezza sul futuro. È uno stato psicofisico caratterizzato da aspetti emotivo-affettivi, cognitivi e comportamentali, da sensazioni di tensione, minaccia, preoccupazioni e alterazioni fisiologiche quali tachicardia, aumento della pressione sanguigna, fame d’aria, aumento della sudorazione, tremolio, vertigini. È uno stato caratterizzato da sentimenti di paura e di preoccupazione non connessi, almeno apparentemente, ad alcuno stimolo specifico, diversamente dalla paura che presuppone un reale pericolo.

L’American Psichiatric Association (1994), la descrive come:

“L’anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di disforia o da sintomi fisici di tensione. Gli elementi esposti al rischio possono appartenere sia al mondo interno che a quello esterno” (APA, 1994)"

Le persone che presentano problematiche ansiogene solitamente presentano pensieri ricorrenti, rimuginio incontrollato, preoccupazioni esagerate, pensieri catastrofici ed allarmismo. L’evitamento come tentativo di gestire la situazione può portare la persona incontro ad un circolo vizioso che alimenta la sua condizione. Nel dettaglio, la sintomatologia ansiosa, che si manifesta con maggiore gravità nel Disturbo di Panico, comprende: palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia, aumento della sudorazione, tremori fini o a grandi scosse, dispnea o sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazioni di vertigine, di instabilità, di “testa leggera” o di svenimento, brividi o vampate di calore, parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio), derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi), paura di perdere il controllo o “impazzire” e paura di morire.

Rispetto ad ansia e paura vi è da sottolineare il ruolo adattivo delle stesse. La paura, infatti, è fondamentale nella risposta di “attacco o fuga”, che ci permette di mobilitare tutte le nostre risorse per affrontare la minaccia o, in alternativa, fuggire da essa. Allo stesso modo, l’ansia ci aiuta ad individuare minacce future e a premunirci contro di esse, progettando ipotetici scenari nei quali potremmo essere coinvolti e, in quel caso, dovremmo affrontare la situazione temuta. Come infatti ci insegna la legge di Yerkes e Dodson (1908), un giusto grado di ansia (quindi non eccessivo) ci permette di essere più performanti rispetto a quando siamo tranquilli.

Stando alle indicazioni fornite nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (quinta edizione; DSM–5; American Psychiatric Association, 2013), i disturbi d’ansia differiscono dalla normale paura o ansia evolutive perché sono eccessivi o persistenti (durano tipicamente 6 mesi o più) rispetto allo stadio di sviluppo. La maggior parte è più comunemente diffusa nella popolazione femminile, con un rapporto di 2:1 rispetto ai maschi.

Riportiamo in un breve elenco i disturbi d’ansia categorizzati dal DSM-5 con la relativa prevalenza nella popolazione generale (APA, 2013):

Cosa fare..

Rivolgersi ad un professionista della relazione di aiuto è la strategia più efficace. Diversi approcci terapeutici hanno mostrato efficacia per questo tipo di problematiche. Affrontare il proprio disagio, i conflitti, gli eventi che hanno portato il nostro organismo a produrre questa risposta non certo adattiva per l’individuo, può portare ad una risoluzione ed ad un miglioramento della qualità della vita. Lavorare insieme al terapeuta sulle proprie fantasie, e rappresentazioni rispetto a stati emotivi, restituire un significato coerente alla mole di pensieri disfunzionali, elaborare il proprio vissuto interno, emotivo, affettivo, traumatico (se presente). Imparare a gestire i sintomi e le alterazioni fisiologiche che ne derivano.


ansia e attacchi di panico


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