× Home Aree di intervento Adolescenza Ansia e attacchi di panico Coppia Crescita personale Depressione e disturbi dell'umore Disabilità e BES Disturbi di personalità Famiglia Genitorialità Psicologia, Psicoterapia e Psicoanalisi Progetti Gruppi di condivisione e sostegno psicologico per adolescenti Incontri di intervisione TiAscolto - Servizio di Ascolto e Consulenza Psicologica Collaborazioni News


,  

Non sempre serve, ma quanto serve... pillole di Psy

Articolo a cura del Dott. Goro Mirco

39 347 54 86076; mirco.goro@psicologiaaprilia.it

A volte non abbiamo bisogno di una terapia, non siamo “pazzi” o “malati” (anche se sono concetti per lo più sociali che scientifici) ma sentiamo comunque l’esigenza di voler cambiare qualcosa, oppure non riusciamo ad affrontare un determinato momento evolutivo come il matrimonio, una separazione, un’uscita dalla casa genitoriale, l’università, etc., o meglio ancora in questi momenti i nostri sentimenti, le nostre emozioni ci bloccano, ci intrappolano, rendendoci delle persone a noi sconosciute (non sono più io, non mi riconosco più). Pensiamo alla rabbia ed alla delusione dovuta ad una separazione: può arrivare al punto di sfociare in comportamenti a noi estranei, a mettere in atto pensieri ossessivi, a rendere la nostra ansia destabilizzante, a metterci in una condizione di protezione che può essere controproducente solo per fare qualche esempio. Ci difendiamo dal dolore, è più che comprensibile; ma a volte il prezzo da pagare può risultare troppo eccessivo.

Rimanendo all’interno di un contesto non psicopatologico, Perché vorrei fare una terapia?

Una terapia può essere sempre una soluzione, quantomeno una delle possibili. Usciamo dai dogmi della lunghezza delle sedute o della paura di risultare sbagliati, malati. Una terapia è sempre, o almeno dovrebbe esserlo, centrata sul cliente e co-costruita tra terapeuta e paziente. Il numero delle sedute non è fisso e ci si può rivolgere anche solo per poter chiarire dubbi o acquisire nuove strategie. Esistono anche percorsi di consulenza, sostegno, training, che possono essere centrati su un obbiettivo condiviso che non debbano necessariamente passare attraverso dolore sedute di esplorazione sui propri vissuti famigliari etc.

Ad ogni modo, quello che dovrebbe essere l’obbiettivo di una terapia è andare più in là (se il paziente lo richiede), cercare di comprendere quanto più possibile i nostri principi organizzatori, arrivare ad una consapevolezza del nostro funzionamento e del nostro modo di porci in relazione, che non è mai solo nostro. Principi organizzatori, di cui spesso non siamo consci, che guidano le nostre interazione, i nostri scambi interpersonali, il modo di essere con…, di stare nel mondo.

Una bambina che si è sempre sentita dire di non provare a fare qualcosa perché non riuscirà ad avere successo in quanto donna, probabilmente sarà più predisposta a sviluppare una mancata fiducia nell’esplorazione delle proprie capacità e della propria creatività.

Oppure un bambino che non può giocare con la propria madre, perché depressa magari, molto faticosamente sarà in grado (se ci riuscirà) di relazionarsi senza paura, di affidarsi all’altro senza il timore di non esser riconosciuto, o peggio ancora svalutato.

Questi banali esempi, rappresentano quegli aspetti delle nostre relazioni passate che possono influire nei modi di essere con gli altri nella nostra vita presente. Modi ne sbagliati ne giusti, modi che se esplorati possono darci consapevolezza, accettazione, maggiore autostima, e maggior capacità di affrontare il dolore, inevitabile nella vita di tutti noi, modi che possono permetterci di poter sbagliare meglio la prossima volta.

Ovviamente gli obbiettivi di una terapia possono essere molteplici (qui vi ho proposto un esempio che può esser comune a molte situazioni terapeutiche). Non necessariamente come dicevo dobbiamo, o abbiamo bisogno, di prendere in considerazione l’idea di un percorso profondo e a volte faticoso ma sicuramente di grande beneficio. Quello che possiamo fare è ascoltarci e prendersi cura di noi a 360°. A volte il solo esser ascoltati può portare ad un grande cambiamento. Chiedere aiuto non vuol dire ammettere una sconfitta, tutt’altro. Iniziare una psicoterapia, qualunque esse sia, significa avere il coraggio di mettersi in discussione per capire i propri disagi e dimostrare di voler stare meglio.

Follia è fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi…

Albert Heinstein


Lettino Psy


Prenota contatto

Dove ci trovi

Contattaci

Dott. Mirco Goro: +39 3475486076

Dott.ssa Serena Russini: +39 3287478390